SILVIA CHIESA MAURIZIO BAGLINI

 La violoncellista SILVIA CHIESA è tra le interpreti italiane più in vista sulla scena internazionale, con una fi tta agenda di concerti e di registrazioni discografi che. Nel corso di un’intensa carriera ha maturato una cifra stilistica molto personale che, alla raffi nata passionalità delle interpretazioni, unisce una spiccata originalità nelle scelte di repertorio. Ha contribuito in modo decisivo al rilancio del repertorio solistico del novecento italiano (Mario Castelnuovo-Tedesco, Riccardo Malipiero, Gian Francesco Malipiero, Ildebrando Pizzetti, Nino Rota, Alfredo Casella, Ottorino Respighi) anche con alcune registrazioni in “prima” mondiale. È dedicataria di composizioni solistiche con orchestra di Azio Corghi e Matteo D’Amico, è stata scelta da compositori come Gil Shohat, Nicola Campogrande, Aldo Clementi, Michele Dall’Ongaro, Peter Maxwell Davies, Giovanni Sollima, Gianluca Cascioli e Ivan Fedele per prime esecuzioni di loro opere. Come solista si è esibita con compagini quali l’Orchestra  Nazionale della Rai, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra della Toscana, la Royal Philharmonic Orchestra, i Solisti di San Pietroburgo, l’Orchestra di Rouen, la Staatsorchester Kassel e la Sinfonica di Cracovia. Ha collaborato con direttori quali Luciano Acocella, Francesco Angelico, Marco Angius, Paolo Arrivabeni, Gürer Aykal, Umberto Benedetti Michelangeli, Giampaolo Bisanti, Roland Böer, Massimiliano Caldi, Tito Ceccherini, Daniele Gatti, Cristian Orosanu, Corrado Rovaris, Daniele Rustioni, Howard Shelley e Brian Wright. Con il pianista Maurizio Baglini ha all’attivo più di duecentocinquanta concerti in tutto il mondo, con un vasto repertorio per duo, e ha registrato per Decca le Sonate di Schubert, Brahms e Rachmaninov. E’ tra i protagonisti della collana discografi ca Live at Amiata Piano Festival. Silvia Chiesa è artista residente dell’Amiata Piano Festival e docente al Conservatorio “Monteverdi” di Cremona. Suona un violoncello Giovanni Grancino del 1697.